TITOLO
DOPODOMANI E' IL COMPLEANNO DI UNA GENTILE SIGNORA CHE HA IL NOME COMPOSTO DA 7 LETTERE E CHE E' NATA IL 7/7 NELLA SECONDA META' DEL SECOLO SCORSO IN UN ANNO CHE HA NEL 7 LA SOMMA DEI SUOI DUE NUMERI FINALI.
SOTTOTITOLO
Car Friedrich Gauss è nato a Brunswick il 30 aprile del 1777 ed io pensavo che la cosa gli fosse indifferente. Sbagliavo. Stanotte mi è venuto in sogno e mi ha confessato che avrebbe rinunciato a tutta la sua gloria, a tutta la sua spocchia e a buona parte della sua prosopopea se gli fosse stato concesso di nascere a Macerata il 7 luglio del 1777.
SUB SOTTOTITOLO
Facciamo finta che la cosa sia accaduta ed auguriamo buon compleanno anche a lui.
POSTILLA AL SOTTOTITOLO IN UNA DOMANDA E UNA RISPOSTA
DOMANDA: Perchè mai Gauss avrebbe voluto tutti quei 7?
RISPOSTA: Per invidia. Avrebbe voluto anche lui, esattamente come la signora a cui è dedicato questo post, fare la ruota come un pavone e vantarsi (come se fosse merito suo) delle peculiarità qui sotto elencate e copiaeicollate da google.
(Me lo posso permettere per due motivi ed il secondo è che se dicessi "google" a Gauss non saprebbe mai di cosa sto parlando).
L'Apocalisse è piena di 7 ("E avendo aperto il settimo sigillo, si fece silenzio nel cielo, quasi di mezz'ora. E vidi i sette angeli che stanno dinanzi a Dio; e furono date ad essi sette trombe" "E vidi nella destra di Lui che sedeva sul trono, un libro scritto di dentro e di fuori, e segnato con sette sigilli" "Il mistero delle sette stelle che hai visto nella mia destra e i sette candelieri d'oro: le sette stelle sono i sette angeli della Chiesa e i sette candelieri sono le sette Chiese" "E vidi una bestia che saliva dal mare, che aveva sette teste e dieci corna, e sopra le sue corna dieci diademi e sopra le sue teste nomi di bestemmie")
La Bibbia pure: il 7 vi compare 424 volte e se poi ci mettessimo a moltiplicarlo come ci suggerisce "Perdona non 7 ma 77 volte 7 al tuo fratello" sarebbero pure di più.
Il Menorah, è il candelabro a sette braccia, simbolo ebraico presente nelle case degli ebrei e nelle sinagoghe, sette braccia come i sette pianeti oppure, secondo un’altra versione, sette come la somma dei quattro punti cardinali con alto, basso e tempo. E il sabato, settimo giorno della settimana, è per gli ebrei il giorno del riposo. Sono sette i cieli di Maometto e sette le parti in cui è diviso il suo Inferno.
I palazzi degli Assiri avevano tutti un'enorme torre a sette piani, ognuno dei quali dipinto con uno dei sette colori che rappresentavano i sette corpi celesti: bianco per Venere, nero per Saturno, porpora per Giove, blu per Mercurio, Vermiglio per Marte, Argento per la Luna e giallo oro per il Sole.
Sette sono i colli di Roma, i samurai, i nani di Biancaneve e i mari battuti dai pirati. E sette sono i principi dell’Inferno: Aziele, Ariele, Marbuele, Mefistofele, Barbuele, Aziabele e Arifele.
Sono sette le meraviglie della terra, i saggi dell’antichità e le stelle dell'Orsa Maggiore, le piaghe dell'antico Egitto, i doni dello Spirito Santo, i sacramenti, i giorni della settimana e le note musicali. Sono sette le vitù cardinali:: fede, speranza, carità, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza e sette sono i vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, ira, invidia, gola e accidia.
L’eptacordo è uno strumento musicale a sette corde, in particolare l’antica lira greca.
Da Pasqua a Pentecoste ci sono sette settimane. Il "giro delle sette chiese" sono le chiese da visitare, per i fedeli, nel giorno del venerdì santo per ottenere l’indulgenza. E i pellegrini alla Mecca devono compiere sette giri attorno alla Kaaba.
Secondo l’articolo 85 della Costituzione Italiana, il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Le sette sorelle sono le grandi multinazionali del petrolio: Exxon (Esso) Mobil Gulf Socal (Chevron) Texaco Shell BP
Eptano è un idrocarburo della serie degli alcani, con sette atomi di carbonio, usato come solvente.
La guerra dei sette anni è il conflitto che contrappose Inghilterra e Prussia all’ Austria, la Francia e i loro alleati, tra il 1756 e il 1763.
7-Up è il nome di una bevanda inventata dagli americani negli anni venti e chiamata dapprima Bib-label Lithiate Lemon-Lime Soda.
E sette duci, nell'armi cospicui,
disposti come li elesse la sorte,
crollan le lancie di Tebe alle porte.
Eschilo, I sette a Tebe
I sette pilastri della saggezza di Th. E. Lawrence
I sette impiccati è un racconto di L. N. Andreev
La porta dalle sette chiavi un romanzo giallo di Edgar Wallace
Nel cinema il 7 ricorre a tutta callara. oltre alla serie di 007:
Biancaneve e i sette nani di Walt Disney
Sette spose per sette fratelli un musical di Stanley Donen
Seven un thriller di David Fischer
Sette anni in Tibet di Jean-Jacques Annaud
I magnifici sette di John Sturges
Sette ore di guai di Marcello Marchesi e Vittorio Metz, con Totò
I sette Samurai di Akira Kurosawa
I sette peccati capitali di Claude Chabrol
Sette uomini d’oro di Marco Vicario
I sette peccati di papà di Jean Boyer
Sette chili in sette giorni di Luca Verdone
Sherlock Holmes: soluzione al sette per cento di Herberth Ross
Sinbad: la leggenda dei sette mari di Patrick Gilmore, Tim Johnson
Il settimo sigillo di Ingmar Bergman
Sono sette i giocatori di una squadra di pallanuoto e una partita è divisa in 4 tempi di 7 minuti.
Sette sono le vertebre cervicali.
Un gatto ha sette vite e gli stivali della favola sono quelli delle sette leghe.Statisticamente, il numero preferito dalla maggior parte delle persone è il sette ed è anche il numero che viene più sovente menzionato se chiediamo un numero a caso. Proviamo inoltre a dire ad alta voce un numero e chiediamo poi a qualcuno di ripeterlo. In genere non ci sono difficoltà con numeri di quattro o cinque cifre. Poi le difficoltà aumentano, e la maggior parte delle persone arriva a ricordare, come massimo, un numero di sette cifre.
Si può avere un’ulteriore verifica di questo limite facendo vedere a qualcuno un insieme di punti per un tempo molto breve, non superiore a un quinto di secondo. Se i punti sono più di sette si inizia a fare molti errori nel conteggio. La stessa cosa accade per un insieme di oggetti diversi. Se sono più di sette, non si ricordano più esattamente.
Nel gioco del lotto il 7 è la farfalla, nella cabala napoletana è il vaso da notte e nei Tarocchi il carro.
Il Settebello è il sette di danari o di quadri nel gioco della scopa o dello scopone.
L’Altopiano dei sette comuni, detto anche di Asiago, si trova nelle Prealpi venete.
I sette fratelli è un gruppo montuoso della Sardegna meridionale.
Non finirei più se continuassi a chiedere a Google.
Vabbevà, chiudo con Nonna Lucia (alta, solenne e vestita di nero):
"Sette paia di scarpe ho consumato, di tutto ferro per te ritrovare,
sette verghe di ferro ho logorato, per appoggiarmi nel fatale andare,
sette fiasche di lacrime ho colmate, sette lunghi anni di lacrime amare...".
E con un fritto misto di filastrocche:
As I was going to St. Ives
I met a man with seven wives.
Each wife had seven sacks,
Each sack had seven cats,
Each cat had seven kits;
Kits, cats, sacks and wives,
How many were going to St. Ives?
Per una strada che mena a Camogli
Passava un uomo con sette mogli
Ed ogni moglie aveva sette sacche
E in ogni sacco aveva sette gatte
Ed ogni gatta sette gattini
Fra gatti e gatte
E sacche e mogli
In quanti andavano, dite,
A Camogli?
Ci sono sette case e ogni casa ha sette gatti
Ogni gatto mangia sette topi
E ogni topo avrebbe mangiato sette spighe di grano
E ogni spiga avrebbe prodotto sette hekat di grano
Quale numero si ottiene aggiungendo case, gatti topi, spighe e Hekat?
Septem vetulae vadunt Romam
quarum quaelibet, habet burdones 7
et in quolibet burdone sunt sacculi 7
et in quolibet sacculo panes 7
et quilibet panis habet cultellos 7
et quilibet cultellus habet vaginas 7.
Quaeritur somma omnium praedictorum.
:-)
INSOMMA AUGURIAMO ALLA SIGNORA CHE HA IL NOME COMPOSTO DA 7 LETTERE E CHE E' NATA IL 7/7 NELLA SECONDA META' DEL SECOLO SCORSO IN UN ANNO CHE HA NEL 7 LA SOMMA DEI SUOI DUE NUMERI FINALI IL COMPLEANNO PIU' CICCIOTTO, FORMOSO E FALSOMAGRO DI TUTTA LA SUA ESISTENZA.
(Ed altrettanto al professor Gauss, anche se sappiamo benissimo che nel suo caso si tratta di un compleanno arbitrario, ma la nostra manica larga è così XXL che approfittiamo dell'occasione per estendere gli auguri a chiunque passi di qui, in qualsiasi giorno in qualsiasi anno ed in qualsiasi parte del mondo sia nato).
Gentile signora,
nonostante mi sappia di assai scarse simpatie per quella che fu la sua parte politica, le farà sicuramente piacere sapere che l'ala destra è di sinistra.
Più o meno come come Lei e molto diversa da me che sono una mezzala sinistra naturale, giobertianamente o cattaneamente (o anomalamente, faccia lei) di destra, un numero dieci naturale alla Baggio con nei piedi l'istinto della pittura snaturato dalle briglie e dalle pastoie che gli impone il sistema metrico rappresentato dal numero che ha sulle spalle.
L' ala destra è sola perchè non ha forza bruta dello stopper a farle compagnia. E' un 7 che non segue gli schemi perché non li capirebbe nemmeno se volesse; che non tira mai in porta e che per questo si è fatta la fama di inconcludente agli occhi superficiali di chi non capisce che il suo scopo è dialogare col pallone e convertirlo alle sue tesi rivoluzionarie.
Il doppio passo con cui dribbla non è dovuto alla polio che quando Garrincha aveva sette anni gli aveva reso una gamba più corta, ma è un manifesto ideologico. Una speculazione filosofica.
In pratica, la solitudine del numero sette.
TITOLO
ASPETTAVO BARNEKOW ED E' ARRIVATO BUZZATI
SOTTOTITOLO
MASSI', CHE IN FONDO E' LO STESSO
POST SCRIPTUM RIFERITO AL TITOLO
QUESTO POST E' LA SECONDA PARTE DELLA LETTERA APERTA AD ALBERT BARNEKOW, L'UNICA PERSONA AL MONDO CHE AVREBBE POTUTO IMPEDIRE IL NAUFRAGIO DEL VASA.
POST SCRIPTUM RIFERITO AL SOTTOTITOLO
OGNI VOLTA CHE SENTITE QUALCUNO DIRE CHE IN BASE ALLE LEGGI DELLA FISICA IL CALABRONE PER COME E' FATTO NON POTREBBE VOLARE MA LUI NON LO SA E VOLA LO STESSO SAPPIATE CHE STA DICENDO UNA STRONZATA
Carissimo Alberto ebbene si: confesso che interrompere la lettera che avevo iniziato dispensandoti dal venirmi in sogno era una maldestra strategia per indurti a fare il contrario. Non ci sei cascato, ci sono rimasto un pò male ma ben mi sta, così imparo ad imbrogliare i fantasmi.
Insomma ieri sera ero lì che dormivo non ricordo più se davanti a Spagna-Grecia o a Svezia-Russia quando sul teleschermo è apparso in impeccabile bianco e nero, bello e autorevole come l'ologramma di Hari Seldon, il personaggio che ho appena nominato nel titolo e di cui riferisco fedelmente il monologo:
"Gli anni sessanta sono durati pochissimo, praticamente dal 58 al 63, e sfido chiunque a sostenere che non siano stati quelli gli anni più felici del secolo scorso: un pò tutti si dava per certo l'avverarsi del futuro letterario entro l'anno 2000, e noi rari giornalisti dell'irreale ci si prendeva, come mai più nè prima nè dopo, il lusso di metterci a rovistare fra i misteri.
Chi poteva, chi ignorava la diffidenza, chi pensava fosse possibile attraversare i muri, volare o camminare sull'acqua, come me, telefonava a Gustavo Rol e gli chiedava un passaggio nell'assurdo.
Una volta gli chiesi quale fosse la forza misteriosa che teneva in equilibrio l'universo; rispose che pochi giorni prima aveva visto un bambino prendere una penna e poggiarla sulla punta, poi prendere a casaccio tutto quello che aveva a portata di mano: un ombrello, un bastone, un coltello. un fiammifero, un manico di scopa... Tutto rimaneva dritto in perfetto equilibrio senza cadere.
Aveva appena cenato nel profondo Lazio, ad Anagni, dove una cuoca monumentale, una certa "Zampona" gestiva un ristorante ricavato nel piano inferiore di un palazzo del 1200.
Il palazzo era appartenuto ad un alchimista svedese, tale Alberto Barnekow, ed era abitato da un numero imprecisato di ragazzini: decine di orfani di guerra che la "Zampona" aveva adottato non potendo avere dei figli suoi ed ognuno di loro era cresciuto avendo come maestro il fantasma dello svedese.
Poi il bambino aveva preso Rol per mano e lo aveva portato davanti ad un lastrone di travertino i cui lati inferiori erano collegati al punto centrale del lato superiore di una lapide di pietra serena da sei linee rette intersecate ed aveva iniziato a leggere in italiano il misto di latino e svedese che c'era scolpito: "Per i corpi irregolari piani il centro di massa si determina sospendendo il corpo per un punto e, una volta raggiunto l'equilibrio, tracciando materialmente o idealmente la verticale per il punto di sospensione. Ripetendo l'operazione con un altro punto di sospensione, il baricentro risulta individuato dall'intersezione tra le due rette. In un sistema di punti materiali o nel caso di un solido può essere definito un punto rappresentativo di tutto il sistema. Quello è il punto di un sistema continuo e formato da tanti punti materiali in cui si può immaginare concentrata l'intera massa."
P.s.
Il Vasa è affondato nel Baltico il 10 agosto 1628, alle ore 12,15 e a 15 minuti esatti dal suo varo. A distanza di 380 anni il fantasma del suo progettista, l'ingegner Henrik Hybertsson, è ancora alla ricerca del baricentro della sua nave e non ha ancora finito di disperarsi.
TITOLO
LETTERA APERTA AD ALBERT BARNEKOW, L'UNICA PERSONA AL MONDO CHE AVREBBE POTUTO IMPEDIRE IL NAUFRAGIO DEL VASA.
SOTTOTITOLO
(IN UNA DOMANDA E UNA RISPOSTA)
Domanda: "E perchè non lo ha fatto?"
Rsposta: "Perchè il Vasa è naufragato 192 anni prima della sua nascita."
Carissimo Alberto,
ti dispenso fin da ora dal sentirti in obbligo di venirmi in sogno per ringraziarmi di quanto sto per scriverti, però, se proprio ci tieni, vieni quando vuoi, sai che dormo con le porte spalancate.
L'ultima volta che sono venuto a casa tua (Anagni, via Maggiore, a lato sinistro della chiesa di sant'Andrea provenendo da porta Cerere per quanti volessero darci un'occhiata) mi sono sentito "un uomo solo al cospetto dei propri limiti" cercando per l'ennesima volta di risolvere l'enigma rappresentato dal tuo decalogo scolpito su un lastrone di travertino murato in maniera sospettosamente indicativa vicino ad una lapide di pietra serena.
L'avverbio mi è venuto in mente due volte in questi giorni: la prima mentre mi chiedevo perchè non cadesse l'ammasso di tufo poggiato sul nulla che divide quel che rimane del ghetto degli schiavoni dal resto dei sassi di Matera e la seconda perchè fosse accaduto il contrario ad un galeone costruito da chi era arrivato in America prima di Colombo.
E mentre mi veniva in mente pensavo che, al contrario di quanto credevano i tuoi contemporanei, non solo non hai mai avuto nulla a che spartire col diavolo, ma nemmeno, come si auguravano, sei finito a rosolare all'inferno.
E mentre pensavo che ora te la spassi beato nell'unico paradiso possibile, e cioè nel luogo in cui ogni punto è privo di dimensione ed ogni linea priva di larghezza, mi è apparso davanti agli occhi, nitido e finalmente privo di tutti i suoi enigmi, il triangolo acutangolo rappresentato dagli estremi che delimitano in basso la lastra di travertino del tuo decalogo e dal centro del lato superiore dalla lapide di pietra serena.
E mi è apparso chiaro all'improvviso che quelle linee che sembravano partire ed arrivare a vanvera da e per punti incomprensibili delle due pietre erano gli itinerarii che conducevano al centroide del triangolo.
6 punti nitidi e precisi che non aspettavano altro che essere presi e appoggiati prima sulle lettere scavate nel travertino del decalogo e poi su quelle incise sulla lapide.
Sei lettere da leggere in senso orario: C E N T R O
Vabbevà, Albè, ora vando a pranzo, continuiamo dopo, magari domani o chissà quando, tanto tu sei morto da più di un secolo, mica avrai fretta.
CONSIGLIO
Per tutti voi che dovete andare a Taranto a riprendere vostro figlio che fa il militare in marina, che è imbarcato da gennaio, che si è fatto il Mediterraneo, Suez, il golfo Persico il periplo dell'India e che vi ha appena telefonato per dirvi che non può prendere il treno(ciò troppi bagagli):
andateci un giorno prima e fermatevi a Matera, altrimenti quando vi ricapiterà di vedere i Sassi?
P.s.
Per tutti voi che avete una moglie che vuole andare a Stoccolma per una decina di giorni:
andateci, che poi al ritorno farete un mix fra sassi laghetti e ponticelli.
TITOLO
D'o Ranavuottolo, della chiesa, del cimitero e del resto degli "anzi"
SOTTOTILTOLO IN UNA DOMANDA E UNA RISPOSTA.
DOMANDA:
E' meglio essere nato Leopardi o Gauss?
RISPOSTA:
E che ne so?
Il 2 ottobre del 1833 Leopardi credeva di aver raggiunto chissà quale obiettivo andando a vivere a Napoli, a casa di Antonio Ranieri, in via S. Mattia numero 88.
Lo stesso giorno (in realtà è improbabile che sia successo proprio nello stesso giorno, però siccome dire "lo stesso giorno" conferisce al post suggestività ed autorevolezza, che mi costa dirlo? Del resto, è bene che lo si sappia, in questo blog la maggior parte delle date coincidenti fra loro o con la data del post sono completamente inventate) Carl Gauss decideva di ospitare Wilhelm Weber sapendo benissimo che l'unico obiettivo che voleva raggiungere era quello di approfittare dell'unica persona al mondo che secondo lui fosse in grado di dargli una mano.
Ranavuottolo significa ranocchietto e per i napoletani definire così uno dei più grandi poeti della storia era più una presa d'atto che una intenzione di scherno.
Del resto, che ne sapevano? Lui si metteva seduto davanti al "Caffè Italia" in piazza San Ferdinando o a quello delle "Due Sicilie" in Largo alla Carità ad abboffarsi di gelati, loro gli si accostavano alle spalle sfiorandogli la gobba senza volere, qualcuno si lanciava a chiedergli un terno, lui non si faceva pregare a darglielo e probabilmente avrebbe finito col fregarsene della poesia quanto se ne fregava di sentirsi chiamare ranavuottolo se fosse riuscito a morire di vecchiaia.
Leopardi ottenne da Ranieri esattamente quello che Gauss ottenne da Weber.
Quattro anni prima erano successe due cose
- Leopardi aveva creato poesia pura usando delle parole che sarebbero risultate banali se le avesse scritte chiunque altro:
"...e la gallina, tornata in su la via, che ripete il suo verso"
- Gauss in una lettera a Farkas Bolyai che gli aveva sottoposto i risultati delle sue ricerche sulla geometria non euclidea aveva scritto: "Lodare questo lavoro sarebbe come lodare me stesso. Infatti esso coincide quasi esattamente con le meditazioni che ho fatto trenta, trentacinque anni fa. Tutto però esisteva anche prima."
Bolyai gli tolse il saluto pensando che volesse appropriarsi del suo lavoro, in realtà Gauss voleva esprimergli un rammarico che lo accompagnava da sempre: il matematico scopre, non crea.
Ed eccoci al sottotitolo.
Insomma, è meglio creare o scoprire?
p.s.
Leopardi ottenne da Ranieri esattamente quello che Gauss ottenne da Weber: niente.
(Della chiesa, del cimitero e del resto degli "anzi" prima o poi finiremo col parlarne. Prima o poi, si capisce...)
TITOLO
NAPOLI E GOTTINGEN
(ANZI
LA CHIESA DI S. VITALE E IL CIMITERO DI ALBANIFRIEDHOF
ANZI
RANIERI E LEOPARDI
ANZI
WEBER E GAUSS
ANZI
I SETTE ANNI DI SODALIZIO ED IL TELEGRAFO ELETTROMAGNETICO
ANZI
'O RANAVUOTTOLO E IL BIGLIETTO DA DIECI MARCHI)
La corrente continua ha un andamento unidirezionale con polarità fisse che non vengono mai variate.
Puoi credermi sulla parola o, a scelta, percorrere un braccio della Napoli sotterranea fin sotto al numero civico 88 di via S. Mattia, o andare a Gottinga sotto al monumento di Weber e Gauss e seguire lo sguardo del primo verso il secondo, oppure fare un viaggio nel tempo fino al 2 ottobre del 1833.
L'ultima opzione sarebbe di sicuro la più risolutiva se non fosse decisamente la meno praticabile. Appena poco meno praticabile della seconda, perchè dall'88 di via S. Mattia dovresti ritrovare il filo del labirinto ed arrivare prima sotto al 35 di via Santa Maria di Ognibene e poi tentare di proseguire fin sotto quel che resta della villa Ferrigni ai Camaldoli di Torre del Greco.
Decisamente più complicato di un viaggio a Gottinga ed infinitamente meno semplice di credermi sulla parola.
Comunque, scegli tu.
Il 2 ottobre del 1833 Giacomo Leopardi ed Antonio Ranieri finalmente, potevano coronare il sogno di vivere sotto lo stesso tetto, quello di via S. Mattia n° 88.
Prima di quel giorno fra i due erano corse lettere di questo genere:
"Ranieri mio. Ti sospiro sempre come il Messia. S'io possa mai abbandonarti, tu lo sai bene. Ti mando mille baci."
Oppure:
"Ranieri mio. Oggi non ho la tua ancora. Addio anima mia. Mando un milione di baci e di amplessi ad incontrarti."
Fra i due nessun rapporto di tipo omosessuale ma una corrente continua ad andamento unidirezionale durata sette anni. Polo positivo Leopardi e negativo Ranieri per i primi tre anni del sodalizio settennale e l'inverso per i rimanenti quattro.
Gauss, come abbiamo già detto, era una carogna, oserei dire quasi quanto Newton se non fossi certo di esagerare, e a dimostrarlo c'è il suo sguardo privo di cedimenti stampato sui biglietti da 10 marchi in corso fino a tutto il mese di gennaio del 2002.
L'unica sua battuta di spirito sembra sia stata rivolta a chi gli diceva che sua moglie stava morendo:
"Dille di aspettare un momento, adesso ho da fare"
Curiosamente le uniche due parentesi alla sua carognaggine le aprirono Sophie Germain e Wilhelm Weber.
Della prima non sono il solo a sospettare che si fosse innamorato, e, se confronti lo sguardo che ha sui biglietti da 10 marchi con quello che esibisce nel monumento di Gottinga, puoi capire perchè avesse scelto la collaborazione del secondo per ridurre a due soli fili la linea di trasmissione del suo telegrafo.
In pratica il codice di combinazione ad impulsi in corrente continua sta tutto in quello sguardo lì.
P.s.
D'o Ranavuottolo, della chiesa, del cimitero e del resto degli "anzi" ne parliamo domani (o dopodomani, o chissà quando, tanto che cambia?)
TITOLO
ANCORA NAPOLI
OVVERO
LA SPIRALE DI FERMAT
PROLOGO
La notte fra il 18 e il 19 maggio del 1636 il giudice David de Fermat stava rileggendo la minuta della sentenza con cui dodici ore prima aveva mandato al rogo "un prete che aveva abusato delle sue funzioni". Il suo lavoro non gli piaceva ed il disagio che provava dopo ogni sentenza di quel genere gli impediva di dormire.
Mentre continuava a chiedersi cosa avesse provocato l'inversione di rotta nella vita di quell'uomo, girò il foglio e tracciò in senso orario la curva di una spirale, poi usò il centro come polo di inversione e continuò in senso antiorario fino a che non appaiò il capo da cui era partito.
poi scrisse: r
= a
"Per ogni valore positivo di
vi sono due valori corrispondenti di r, ciascuno il negativo dell'altro: la matematica è buona per quanto tristi e disperate siano le vite di coloro che la creano."
Fra poco saranno cinquanta anni che Renato Caccioppoli percorre la sua spirale:"Ecco, siamo arrivati al polo di inversione. Quaranta metri sopra le nostre teste, fra la cappella di Santa Patrizia ed il monastero di Santa Chiara c'è sepolto l'asilo infantile dei bambini non nati.
Con loro ci stanno sepolti anche i teoremi che ho abortito per gli elettroshock."
Quando si arriva al polo di inversione della propria spirale ogni passo fatto in avanti diventa un passo indietro. Continuiamo a camminare insieme nelle viscere di Napoli, ma, essendo il mio polo altrove, ogni passo fatto insieme ci allontana, fino a che, pur stando vicini, non lo vedo allontannarsi e sparire "accanto a me".
Quaranta metri sopra le nostre teste, gentile signora, fra la cappella di Santa Patrizia e il monastero di Santa Chiara c'è il tuo polo di inversione. Me ne sono reso conto perchè lì c'è il "sefarad", l'occidente verso cui la reconquista di Ferdinando d'Aragona ha spinto quella tua antenata sefardita così uguale a te.
Me ne sono reso conto quando ho visto la sua ombra seduta al centro del tuo polo d'inversione che cullava tutti i suoi bambini mai nati. Tutti meno uno, l'unico nato davvero, l'unico identico a te.
TITOLO
NAPOLI
OVVERO
LE VARIABILI NON MUTANO MAI, LE COSTANTI SI
Gentile signora (e/o signorina)
Quando Renato Caccioppoli è morto Fabrizio de Andrè aveva 18 anni; se si fossero incontrati si sarebbero riconosciuti.
Questa è l'unica cosa che ti verrà in mente quando, dopo essere uscita dalla metropolitana, aver attraversato piazza Dante ed essere entrata in port' Alba, ti sarai fermata davanti alla seconda bancarella a destra (la prima espone pinze da dentista usate, che te ne puoi fare?) ed avrai comperato per cinquanta centesimi l'opuscolo (c'è rimasto solo quello, erano due e l'altro l'ho comperato io sabato mattina) con la faccia di Caccioppoli stampata sulla copertina blu che ha per titolo: Diciannovesimo problema di Hilbert: le soluzioni dei problemi regolari del Calcolo delle variazioni sono necessariamente analitiche?
Si sarebbero riconosciuti perchè avevano qualcosa di speculare: anche se non ci si è mai visti, ci si riconosce sempre quando ci si vede riflessi.
Un pò a te e a me è successo.
E poi entrambi parlano, ma questa è una prerogativa di tutti i morti.
Solo che al contrario della maggior parte di loro che preferiscono aspettare che ti addormenti, questi ti parlano pure fuori dal sonno, l'importante è che tu vada a cercarli a casa loro.
E infatti qui siamo a Napoli.
Però Caccioppoli non ha cominciato a parlare subito; prima mi ha accompagnato senza dire niente fin sotto al Conservatorio, poi ha fatto in modo che da qualche finestra di piazza Bellini si sentisse suonare un piano.
"Non so se mi piaceva di più suonarlo allora o sentirlo suonare ora".
Professore, perchè si è ammazzato?
"Adesso ti faccio vedere una cosa"
Ci fermiamo davanti a un portone sprangato sotto il portico di via dei Tribunali, numero civico 362.
Entriamo.
Non mi chiedere come, ma ti giuro che mi sono sentito scomporre e poi ricomporre al di là del portone che continuava ad essere chiuso.
Immagina miss universo malata di lebbra, o Monnalisa col sorriso sbianchettato, o Maradona con la gotta al piede sinistro, o Niccolò Paganini col tunnel carpale ed avrai una idea approssimativa di quello che ho visto là dentro.
"La bellezza è un oggetto unidimensionale e continuo: quando Troiano Spinelli decise che doveva essere recitata dalla perfezione del cerchio, vedeva quello che riuscirai a vedere provando a prescindere dai ciuffi di parietaria nelle crepe dei marmi, dalle balaustre attaccate dalla macula umida del muschio, dal tutto invaso dai calcinacci, dall'ossido, dalla ruggine, dalla lebbra sulle statue di porcellana, dalla gotta, dalla luce sbianchettata, dal tunnel carpale infiammato e dal tempo quando sembra senza ritorno."
Professore perchè si è ammazzato?
"Vieni, scendiamo qua sotto. Le budella del ventre di Napoli sono un labirinto lungo trecento chilometri e non ti ci perdi solo se ti accompagna un monaciello, o il fantasma di un pozzaro, o l'ombra di Raimondo del Sangro, o l'anima di un matematico che, potendo scegliere fra il paradiso e l'inferno, ha deciso di restare qui, perchè in tutto l'universo non c'è un posto in cui si possa vagare meglio."
Professore, perchè si è ammazzato?
"Ti ho appena risposto"